
via haitirescuecenter.wordpress.com
“Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremoto di Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com’era la vita nell’isola, fino all’altro ieri. Ho appreso che l’ottanta per cento degli haitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta per cento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Che l’aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge (raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezza pressoché assoluta di essere venduto come schiavo.
Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Ma soprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre della loro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamo dilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti a selezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno di riflettere sull’incongruenza di una situazione che - complice la potenza evocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto i detriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che aveva trascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così mi viene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza degli haitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del genere possa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioni allucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loro morire.”
[Gramellini, La Stampa]
Chissà se i capodogli trovati morti sulla spiaggia di Peschici con la pancia piena di sacchetti di plastica volevano dirci qualcosa. […] Hanno seguito il capo fino alla morte per puro spirito gregario: assopimento di coscienza, mancanza di personalità. Ecco, forse i sette capodogli di Peschici volevano dirci proprio questo. Che rischiamo di diventare così anche noi.
Source: lastampa.it
Il disinteresse del conflitto - LASTAMPA.it
Perché nessuno dice e discute di questo?
“E pensare che molti fingono ancora di non capire quale differenza passa, ai fini delle regole democratiche, fra il possesso di una fabbrica di frigoriferi e il controllo di una che produce rotocalchi e programmi televisivi.”
Berlusconi tuona contro Santoro e non solo Annozero va regolarmente in onda con tutti gli optional, Travaglio compreso, ma fa pure una montagna di ascolti. Allora i berluscones se la prendono con la Dandini per lo sketch delle due passeggiatrici baresi chiuse nel wc di Palazzo Grazioli e la Dandini viene premiata dagli spettatori molto più dell’anno scorso, nonostante i testi del wc non facessero ridere nemmeno sotto solletico. A questo punto uno si chiede: come mai il premier non parla male anche della Clerici e di Salemme, così qualcuno si mette finalmente a guardarli? Quel venditore impareggiabile è riuscito a rianimare persino la marcia del 3 ottobre per la libertà di stampa. «È una farsa assoluta» ha tuonato ieri mattina, riempiendo d’incanto trecento pullman di manifestanti.
Ma perché lo fa? Perché mette il suo straordinario talento pubblicitario a disposizione della concorrenza? Ieri ce lo ha finalmente svelato, in una delle rare comparsate che compie in tv per sentirsi un po’ meno solo. «Lunga vita a Dandini e Santoro. Portano voti al centrodestra», ha detto. Capito il piano? Berlusconi li attacca, così il pubblico è costretto a guardarli, si arrabbia e vota per lui. Ditemi voi se non è un genio quell’uomo.
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Source: lastampa.it